“Un’ombra” sui sorrisi dei VIP?

La domanda sorge spontanea quando un occhio esperto osserva fotografie o pubblicità che riguardano le star dello spettacolo, della moda o dell’alta società in generale. “L’ombra” di cui parlo è rappresentata dalla quantità elevata di sorrisi ricostruiti che risultano brutti, artificiali o semplicemente inadeguati alla personalità del Vip. Non si tratta di casi sporadici, ma di situazioni che si ripetono con una certa costanza. Eppure hanno pagato tanti soldi! A chi? Ovvio che ci sono in giro ottimi sorrisi ricostruiti da dentisti e odontotecnici di livello altissimo, ma sono pochi e le foto lo dimostrano. Certo che anche sui sorrisi apparentemente ottimi, ci sarebbe da chiedersi se sono stati studiati con metodi oggettivi, con una logica di fondo o se sono frutto di fantasie degli autori.
La visione di immagini sul web o l’esperienza diretta con i Vip, mostra come a volte non sia compromessa solo l’estetica per via di un brutto lavoro, ma anche la salute. Non sfuggono all’occhio esperto recessioni gengivali e infiammazioni. Quei denti bianco “lavandino” al posto di un “bianco perla” non nascondono certo col chiarore
le infermità sottostanti e la truffa vera e propria che è stata perpetuata su chi certo non ha chiesto una procedura a risparmio, semmai l’opposto. Pensare che un Vip che ha speso decine di migliaia di euro possa avere l’alito di una “scatola di alici” per via di un ponte inadeguato, impossibile da pulire, che genera ristagno di cibi e
infiammazione è molto disdicevole, nonché poco serio professionalmente e umanamente parlando. Ma perché accadono queste cose? Come mai i Vip spesso non si accorgono di questa palese realtà? Semplicemente perché nessuno li ha formati. Non basta più essere informati, se si spendono certe cifre, è necessario ricevere una corretta “formazione” – non un semplice “consenso informato” – su ciò che è bello e buono, con spiegazioni oggettive comprensibili da chiunque. Per questo AFG, il sistema da me ideato, comprende non solo la matematica ricostruzione dei denti umani naturali, ma anche una didattica semplice che passa
per i simboli, allo scopo di istruire il paziente anche se avesse fatto solo le scuole elementari.
Un linguaggio semplice sostenuto da forme geometriche semplificate e numerini con le virgole. Spesso abbagliati dalla luce della star gli facciamo passare difetti che non consentiremmo a nessun altro.
Eppure ce ne sarebbero di argomenti per scatenare un gossip del sorriso sbagliato!
Bisogna riflettere su chi progetta e costruisce questi nuovi sorrisi e come lo fa! Non sempre, ma troppo spesso, i vip si fanno ingannare da location di lusso in centro città, oppure andando dall’amico dell’amico, conosciuto in un party, che di fatto non capisce nulla di denti, ma magari è molto esperto di Ferrari, champagne e simpatia.
Segretarie fotomodelle, mobili e quadri non finiscono in bocca al Vip-paziente, ma rimangono lì dove sono. Ciò che si deve pagare come lusso è la qualità oggettiva e reale non la qualità percepita, dietro la quale si nasconde spesso la mancanza di etica professionale. L’ambiente “IN” e le altre suppellettili, possono – non sempre –
diventare lo specchio per le allodole e la rivelazione di un marketing solo fumoso dello studio. Se siamo nella “business class” dei denti, qualità reale e qualità percepita devono necessariamente coincidere, anche alla luce dei costi. Ovvio che questo sarebbe auspicabile a tutte le latitudini, ma la realtà è un’altra cosa, basti
l’esempio pratico che ho fatto nel mio articolo precedente su questa rivista, dove affermo senza tema di smentite, che più del 90% degli operatori dentali non è in grado di riconoscere (Test effettuato per 24 anni a tutti i livelli) un premolare superiore destro dal sinistro, oppure il primo dal secondo. Torniamo a noi e facciamo un esempio concreto: il costo di una corona in area lusso può aggirarsi anche sui 4-5000 euro, ma da chi e come viene costruita questa corona non basta metterlo sulle cosiddette certificazioni europee. Chi sta dentro il sistema
sa che spesso non si fa nessuna differenza tra la filiera che costa 4-500 euro a dente da quella che costa le cifre precedentemente menzionate, almeno 10 volte superiori. Di fatto non esiste una vera e propria filiera definibile come “business class” dentale, spesso tutto finisce nel carrozzone ansioso e impazzito della produzione di protesi che si respira nella maggior parte degli studi e dei laboratori, e qui “l’ombra” si fa più densa! Tutto di corsa, tutto più presto possibile, non è giusto per il paziente che paga poco, figuriamoci per un VIP che si aspetta un lavoro tutto individualizzato e trattato in modo più artistico che industrializzato, finemente e manualmente cesellato. Un paziente che paga così tanto deve pretendere di conoscere e capire tutto: persone, tecniche e materiali che coinvolgono il suo nuovo sorriso. A questo il sistema AFG aggiunge spiegazioni innovative, centrate su
semplici numeri che rendono tutto più facilmente comprensibile, come già affermato nelle righe precedenti. Il Vip dovrebbe sempre tenere a mente che la location dello studio se c’è bene, ma se non c’è conta poco, conta il “chi” e il “come”, altrimenti le bocche brutte delle star prolifereranno ancora.
Bisogna comprendere come il desiderio di apparire, non solo dei vip, nella società moderna, debba prendere il significato più profondo di questa parola, ovvero quello di “rivelare”, far uscire, che può racchiudersi in qualche decimo di millimetro in più o in meno nell’”outfit” occhi-sorriso, o perché no, orecchini-sorriso, come una specie
di geometria dell’anima!

Fonte: INFOMEDIX ODONTOIATRIA ITALIANA 6 2024

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